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Draghi vuole imporre il vaccino per decreto ai sanitari! L’illustre giurista: è un crimine contro l’umanità e ne pagherà le conseguenze!

Un articolo di Repubblica di poco fa riporta, con toni quasi trionfanti, di un decreto con cui il governo vorrebbe imporre agli operatori sanitari l’obbligo vaccinale contro il coronavirus prevedendo per i dissenzienti lo spostamento a mansioni (anche inferiori) con correlativa diminuzioni di stipendio e in caso ciò non sia possibile restando a casa senza stipendio. E dulcis in fundo, viene previsto l’obbligo perfino per i farmacisti. Si apprende inoltre che l’obbligo vaccinale contro il coronavirus viene considerato requisito per esercitare la professione.

Con questa mossa disperata e palesemente illegale (oltre che incostituzionale), il Governo vorrebbe mettere ko la folta schiera di categorie di persone che non intendono sottoporsi al vaccino. Ai loro occhi queste misure appaiono come una sorta di ricatto: o ti vaccini o finisci in mezzo ad una strada senza lavoro.

Come difendersi da questo genere di vessazioni? L’Avv. Francesco Scifo, patrocinante in cassazione ed esperto di diritto europeo, è intervenuto qualche settimana fa ad Affari Italiani, a cui ha spiegato che non è possibile, giuridicamente parlando, imporre alle persone un vaccino sperimentale. Spiega Scifo: il vaccino rimane sempre sperimentale a prescindere dal fatto che venga approvato da un organo governativo, da un medico-scienziato o da un burocrate. Questo perché la sperimentazione dipende dalla quantità di tempo che quel vaccino viene provato.

Secondo l’illustra giurista, vi è l’ostacolo costituito da una serie di convenzioni internazionali che partono dal processo di Norimberga e che in una parte riguardava i medici nazisti che avevano operato nei campi di concentramento. In quell’occasione si effettuarono varie sperimentazioni tra cui anche vaccinali, per cui da allora fu elaborato il principio fondamentale che è quello del consenso informato.

Chi viene sottoposto al vaccino attuale, non conoscendone le conseguenze a breve termine, non può neanche prestare il consenso informato. È una sperimentazione sull’uomo senza consenso informato. Ciò viola nell’ordine i principi di Norimberga, la dichiarazione di Helsinki che è la base di tutti i comportamenti medici in tutto il mondo, la dichiarazione dell’Unesco che anch’essa prevede un consenso informato senza parlare di altri trattati e da ultimo non va dimenticato il regolamento europeo che disciplina la sperimentazione sull’uomo e anch’esso tra i suoi cardini, per quanto riguarda le sperimentazione sull’uomo, ha il consenso informato.

Scifo precisa che i decisori pubblici, politici ed esperti, che vogliono rendere obbligatorio non fanno altro che istigare a violare le leggi e a violare i trattati firmati dall’Italia: Se si baseranno sul principio della forza sarà difficile scardinare questo tipo di azione, come lo era per i criminali nazisti. Ma nel momento in cui questa cosa finirà verranno tutti processati e condannati.

Trattandosi di una sperimentazione sull’uomo (ciò che è nella sostanza questa operazione) essa non può essere imposta per legge se non commettendo gravi crimini per i quali si può essere processati presso la corte penale internazionale.

Si ricorderà, dal punto di vista storico, che i criminali nazisti giudicati a Norimberga furono quasi tutti impiccati. La pena capitale in alcuni Paesi è stata abolita, ma in altri – come ad esempio negli Usa – è tuttora operativa. Per di più, aggiunge Scifo, qualora verso alcune categorie di persone, come poliziotti e militari, fossero impartiti ordini di assumere o far assumere questi vaccini, si renderebbero partecipi della esecuzione di un ordine manifestamente illegale o criminoso che non cancella la responsabilità dell’autore dell’ordine stesso. Sarebbero migliaia gli avvocati disposti a difendere gratis la gente contro questa vessazione che rischia di tracimare in conseguenze drammatiche.

Infine, si ricorderà che proprio in questi giorni, mentre in Italia alcuni vaccini continuano ad essere inoculati, in Germania ed in Francia il controverso siero di Astrazeneca è stato vietato a chi ha rispettivamente meno di 60 anni e 55 anni. Il governo vorrebbe proteggere e proteggersi con uno scudo legale, ma anche così la violazione della Costituzione sarebbe palese.

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